venerdì 25 luglio 2008

Ciao vecchio Jolly

Una domenica al Tour de France da trascorrere con gli amici.
I panini già pronti aspettano solamente di essere riposti nello zaino.
Si, ma… che zaino?
Non so se capita anche a voi di sentirvi sempre troppo carichi, di dovervi chiedere come facciano gli altri ad affrontare le gite con borse poco ingombranti.
Sarà che la paura di fame, sete e condizioni meteo avverse mi spinge a stivare più del necessario, ma alla fine il volume da trasportare è sempre ingente.E meno male che oggi non c’è mia madre con il consiglio della borsa frigo!
Ma tanto…non c’è molto da scegliere, da parecchi anni LO ZAINO è uno!Quello blu e arancione che sostituì l’Invicta “della scuola”.Solo che la zip della tasca frontale ultimamente ha “deragliato” ed un intervento di emergenza l’ha sistemata ma non resa sicura.Mi vedo costretto all’inserimento di uno spillo da balia per bloccarne la corsa!
“E se riesumassi il vecchio Jolly Invicta? Come capienza è sicuramente maggiore…”
Anche se riposa in condizioni precarie, con le “bretelle” ricucite, il nylon interno estirpato da una vita e le chiusure lampo in principio di ossidamento! Meglio lasciar perdere.
Il contenuto mi riserva però delle sorprese: un simil k-way che credevo eliminato, una spazzola per capelli che rivede la luce, un paio di guantini da palestra caduti del dimenticatoio, degli occhialini da piscina di dubbia provenienza…
Non mi resta che riempire lo zaino blu e arancione.


Il weekend si è concluso in maniera positiva, ma la “questione zaino” si riaffaccia!
Così non si può continuare, poco dignitoso un oggetto scolorito e riparato maldestramente!E’ l’ora di un nuovo acquisto!

Detto fatto.

La nuova sacca appare più elegante e adatta all’età, ma…che trattamento riservare ai vecchi “parenti”?
Fosse per me li conserverei entrambi, ma purtroppo so già che il vecchio Jolly Invicta azzurro farà una brutta fine…
Ed infatti eccolo già li, utilizzato come sacchetto per l’immondizia .Lui che ha contenuto libri di scuole Medie e Superiori, articoli da spiaggia, panini e bibite, magliette, giacchetti e mille altri oggetti.Lui che ha sopportato il giorno di S.Firmino subendo il vandalismo di scritte oscene e che ha sostenuto la mia creatività “da Uni Posca”.Lui che mi ha accompagnato in motorino, in scooter, in bici, in skateboard… Lui che ha fatto “il palo” durante le partitelle dei merendini, che ha partecipato ad eventi sportivi, che ha attraversato tre decenni di storia.
Lui che ha contrassegnato un’epoca, così lontana da “scuolazoo.com” e le facili ricerche su Wikipedia.

Uno zaino ed una storia uguale a milioni, ma allo stesso tempo personale ed unica.
Beato chi con disinvoltura riesce sempre a guardare "avanti” senza affezionarsi ad oggetti banali.
Io continuo ad essere testardamente ed orgogliosamente nostalgico.Non ho bisogno della solidarietà di forum “anni 80”.

Ciao vecchio Jolly Invicta azzurro.

giovedì 17 luglio 2008

Bisognava bloccare il Mortirolo?

Mi sono ufficialmente rotto i coglioni!
I coglioni, si, e lo ribadisco sottolineando volutamente il linguaggio scurrile.
Sono schifato per le ultime notizie provenienti dal Tour de France culminanti con la “non positività” all’EPO per Riccardo Riccò.

La prima reazione è quella di delusione per le illusorie prestazioni dello scalatore modenese.
La seconda è il rammarico per il prevedibile calo di folla a Prato Nevoso (arrivo della 15.a tappa).Cosi “la massa” potrà continuare a credere in uno sport poco seguito.
La terza è la rabbia per la consueta spettacolarizzazione del fenomeno doping nel ciclismo.Specialmente al Tour de France.

Mi sento sicuramente tradito dal mio sport preferito, ma sono più incazzato per quello che ruota attorno.
E’ ormai ovvio che si voglia dare la mazzata definitiva a questa attività, traviando “l’uomo medio” e deludendo i tifosi.
Una strategia cominciata il 5 giugno 1999 a Madonna di Campiglio con l’accanimento verso un uomo pelato finito prematuramente nel cimitero di Cesenatico.Perseguitato perché capace di dare troppe emozioni alla gente distogliendola dalla quotidianità “pilotata”.Giorno dopo giorno sono sempre più convinto di questa teoria.

Esiste il doping nel ciclismo?
Certamente si, ma allo stesso tempo è lo sport più “pulito” o comunque quello che combatte maggiormente questa frode.
Solo che fa comodo sbandierare ogni caso, perquisire gli alberghi con modi e tempi barbari, portare in gendarmeria i corridori, seguire morbosamente ogni sviluppo, non avere un metro di giudizio uguale per tutti…

Non mi va neanche più di tirare in ballo gli altri sport, soprattutto uno.
Solo che mi sento veramente schiavo di Procure, Magistrature, Gendarmerie e mass media venduti.
Deluso dalla classica mitezza degli altri appassionati i quali, malgrado tutto, sono costretti a rimanere in silenzio.

Questo mi fa sorgere una domanda.
Quanti di quei tifosi assiepati sul Mortirolo rimpiangono il non aver bloccato la corsa il 5 giugno 1999? Forse “qualcuno” si prendeva un po’ di paura e la storia del ciclismo (e di Marco) cambiava.

Scusate l’ “annebbiata” reazione a caldo, ma certe idee le suggerisce uno sport sovente ostaggio degli Ultras
.

lunedì 7 luglio 2008

Fuente(s) de dopaje?

Sarà la frustrazione per la sconfitta patita agli Europei di calcio, ma…
Incomincio ad aver qualche dubbio riguardo all’esplosione sportiva della Spagna!
Campioni d’Europa di calcio, Campioni del Mondo nel basket, ultime due vittorie al Tour de France, Contador re del Giro d’Italia, Nadal vincitore di Roland Garros e Wimbledon, Pedrosa in testa alla MotoGp…
D’altronde certe insinuazioni non sono stato io ad averle sollevate!
Prendiamo d’esempio Alejandro Valverde.
Attuale maglia gialla al Tour de France (grazie ad uno sprint “motociclistico” nella prima tappa...) da un paio di anni corre regolarmente nonostante il coinvolgimento nell’Operation Puerto (nata in Spagna).Per intenderci quella per cui Ivan Basso è stato squalificato per 2 anni in seguito all’intervento del CONI!
Fin dal principio si era detto che tra i clienti del dott. Fuentes non comparissero solamente nomi di ciclisti, ma anche di calciatori e tennisti.
Solo un caso?Non sarebbe meglio che la Spagna la finisse di “girarsi dall’altra parte” e si dotasse al più presto di una bella legge antidoping come hanno fatto Italia, Francia e Germania?
Insomma, non vorrei che la fonte…pardon...la Fuente(s) di questo strapotere sia da ricercare nel doping!
Staremo a vedere alle prossime Olimpiadi!
Spagnoli siete sotto osservazione, non solo da parte di un ipotetico frustrato per la sconfitta agli Europei!

martedì 24 giugno 2008

E prima...

il cambio a 10 rapporti… poi il carro posteriore in carbonio… poi le ruote a medio profilo…poi il carbonio anche nella fascia media… …adesso il Super Record a 11 rapporti...

giovedì 12 giugno 2008

calorosi vs calor-maniaci

Ogni anno, o meglio ogni estate, si ripete la stessa disputa.Calorosi contro calor-maniaci.
Anche se, a dire il vero, la seconda categoria non raggruppa esclusivamente gli amanti del clima torrido.
Il fatto è che esiste molta gente che preferirebbe a luglio le stesse temperature che altri individui accettano (a malapena) in aprile!

Ma quale è la temperatura “estiva” ideale?

Ognuno ha il suo metro di giudizio maturato su caratteristiche fisiche, prestazioni lavorative, mezzi di trasporto utilizzati, hobbies e sports praticati, eccetera…
Io considero ottimale un tasso di calore che mi permetta di viaggiare a 60 km/h in scooter in t-shirt, bermuda e sandali alle ore 23.30 accusando (al più) un leggero fresco.Con proporzionali temperature alle altre ore del giorno!Naturalmente con cielo abbastanza sereno e scarsissima ventilazione. Pretendo troppo?Non credo…
Eppure anno dopo anno l’estate fa sempre più dispetti.

Questa “fissazione” legata al meteo e ai suoi capricci mi tormenta da tempo, ma quest’anno per i calor maniaci sembra più dura del solito!
Una serie di perturbazioni ed alcuni vortici “scooteristici” freschi (non riscontrabili da automobilisti e pedoni) hanno deciso di non mollarci, mentre le previsioni a lungo termine non promettono nulla di buono.Sono pronto a scommettere in soli 15 giorni di estate (almeno come io la intendo…).
Speriamo bene!

Però…

Ormai le anomalie del meteo non riguardano soltanto l’estate.Non so da che cosa dipenda (che ci studino gli addetti ai lavori), ma qualcosa non funziona da tempo.
E si perché…bella l’estate calda, ma sarebbe più opportuno anche un inverno più freddo!
Ed invece da qualche anno siamo accompagnati da un lungo autunno che sconfina in primavera!
Io, amante dello scooter, ultimamente patisco sempre meno i rigori dell’inverno! Anzi, spesso mi accorgo di essermi appesantito troppo!
Se non fosse per il fastidiosissimo vento a volte eviterei il giaccone invernale.Ma questo è un altro discorso…

Va beh…l’estate deve ancora iniziare.Non facciamoci prendere dal panico!
Era un po’ che non mi facevo vivo, dovevo pur esternare qualcosa!
Scusate la banalità….

domenica 18 maggio 2008

Anestetizzati

Da qualche tempo vengo tormentato da uno stato d’animo confuso, con una buona dose di meraviglia mi ritrovo freddo e distaccato verso esperienze di vario genere.
Escludendo la volontà di far polemica, prendo spunto dall’immediato passato per esporre questo mio sentimento.

Sabato 17 maggio 2008: Papa Benedetto XVI a Savona.
Il cielo scuro ed una pioggia intermittente mi rendono perplesso, la possibilità di scegliere la diretta Tv rispetto al “live” è tentatrice per lunghi momenti.Vinco però l’esitazione e sfido il meteo a cavallo del mio scooter.
Il primo appuntamento con la Papamobile viene mancato, pochi varchi tra gli ombrelli durante la messa mi spingono verso un terzo bagno di folla.
Il Pontefice passa a pochi metri, il campo visivo è buono ma qualcosa non funziona.
Non sono le sfumature di sentimenti avversi a questa visita, quello che non va è dentro di me.Religiosità a parte, un Papa in città (dopo 200 anni) è “Storia”.
Ed allora comincio a riflettere…

Dove sono finiti quei brividi e quel batticuore di qualche anno fa?
Non sono mai stato un tipo da lacrime e da gesti eclatanti, persino freddo all’apparenza, ma certe "vibrazioni” mi hanno sempre accompagnato in momenti “importanti”.Da una semplice Milano-Sanremo ad un parente che non c’è più.Fino al momento in cui ho dovuto “caricare” il pensiero per far uscire un po’ di adrenalina.
Poi quasi nulla.

Ma soprattutto: perché trovo sempre più riscontro nelle persone che mi circondano? Una solidarietà che fa riflettere.
Noi, “uomini duri” del 2000 che guardiamo tutto con distacco, che ci costruiamo un’armatura emotiva per difesa, che ci “anestetizziamo” inconsapevolmente per reggere agli urti della vita.
Noi, umanamente insicuri ma terrorizzati dal fatto che il prossimo possa fiutare la nostra debolezza per mettercelo “in quel posto”.
Noi, timidi nell’esporre sia rabbia che entusiasmo, con la paura che qualcuno ci possa rovinare “il momento” con una sua battuta.
Nascite, matrimoni, decessi, amori, malattie, eventi mediatici, passioni, fortune ed inconvenienti vari affrontati sempre “a basso profilo”, controllando sia gioie che dolori.

Forse ho esagerato, o forse questa metamorfosi è indispensabile e non così brutta come l’ho dipinta.
Ma era così bello sentire quel freddo e quei battiti accelerati.
Per fortuna ogni tanto riaffiorano ancora.

giovedì 8 maggio 2008

Non ci sono più le abbronzature di una volta!

Tutti al mare…
Tutti al mare….
a mostrar le chiappe chiare…

Chiappe chiare? Ma dove?

Arriva maggio e si sente voglia di abbronzatura.
Si prende un po’ di coraggio, si affittano un paio di cani antidroga con l’abilitazione “ricerca asciugamano e costume” e si parte verso la spiaggia.
Durante il tragitto si redige il piano tattico "estivo": acquisto di creme solari, ciabattine infradito, boxer a fiori, canotto, ombrellone modello “Circo Medrano”…Per poi arrivare a settembre con la stessa dotazione!
Lo spostamento in scooter ci rende prudenti in fatto di abbigliamento, “non si sa mai…”.Ed allora felpina sopra la maglietta sovrastata da giacchetto antivento, “più che altro per il ritorno…”
Lungo la via Aurelia giovani donne formose passeggiano in canottiera e hot pants.Per non infilarci nel cassone dell’Ape che ci precede facciamo finta di niente.
Arrivati a destinazione, un dubbio: in riva o verso il fondo? Per le prime volte meglio rimanere un po’ in disparte per riprendere confidenza con il territorio.
Mentre noi siamo in bilico sul “tengo la maglietta/tolgo la maglietta”, una coppia (reduce dal bagno) si butta sotto la doccia.Beata gioventù…

Ma è dopo aver assunto una posizione comoda che ci si sente maggiormente in imbarazzo.

A parte il fisico da pollo spennato (per qualcuno da capodoglio spiaggiato), sono il colori circostanti ad essere poco intonati a noi stessi!
Ma scusate…un tempo non si andava in spiaggia per abbronzarsi?Mi ricordo una distesa di fantasmi cuocersi a poco a poco con il passare dei mesi estivi!
Ora invece? Il più chiaro ha già assunto (ovunque) la nostra tonalità di agosto! E siamo ai primi di maggio!
Va bene quel paio di lucertole che per 365 giorni ricercano il minimo raggio di sole (e comunque a gennaio non sono in costume), ma tutti gli altri?
Mani e mani di autoabbronzante e mille docce solari nei centri estetici? Non c’è altra spiegazione.
Qualche “aiutino” non si rifiuta, ma così è troppo!
E poi…dove sono finite quelle belle canottiere “incorporate” tipiche di certi mestieri? Antiestetiche quanto si vuole, ma così “normali”…
E’ inutile, non ci sono più le abbronzature di una volta!
O meglio… siamo rimasti in pochi a sfoggiarle!